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Cosa sono gli ETF

Costruire un Piano di accumulo di capitale (PAC) con gli ETF


  • La costruzione di un Piano di accumulo (Pac) è una soluzione di investimento indirizzata a coloro che, non disponendo di ingenti capitali, vogliono comunque effettuare investimenti a rendimenti elevati senza correre altissimi rischi. Un PAC permette di creare un capitale crescente senza impegnativi esborsi: con piccole rate periodiche (che difficilmente troverebbero altro impiego) è possibile programmare grandi spese per il futuro. Consentono, quindi, di frazionare il rischio non solo attraverso la diversificazione geografica o settoriale (fornita dagli ETF) , ma anche nel tempo, cioè attraverso la diversificazione dell’investimento in più periodi. Un aspetto molto importante per chi è orientato verso il settore azionario, è il timing: acquistando titoli si possono avere risultati molto diversi a seconda del momento in cui l’operazione viene effettuata; costruendo un PAC, invece, la variabile "tempo" acquisisce un valore molto meno significativo.
    Un PAC può avere una durata variabile dai cinque ai venti-trenta anni e la possibilità di sospendere i versamenti in ogni momento lo rende estremamente flessibile ed adattabile alle più diverse esigenze dell’investitore.

    I vantaggi del PAC sono diversi: anzitutto in termini di diversificazione del rischio nel tempo e negli asset. Inoltre è una modalità di investimento adatta per ogni classe di età, soprattutto per i giovani che hanno poche possibilità di mettere da parte importi più consistenti, ma anche per le famiglie, nelle quali i genitori vogliono iniziare la formazione di un patrimonio per i loro figli, oppure come ulteriore forma di previdenza. Un Pac offre la possibilità di mediare le punte delle oscillazioni borsistiche e garantire rendimenti equilibrati nel tempo, attraverso una sottoscrizione graduale e costante negli anni. Uno dei punti di forza di questo strumento è la flessibilità essendo adattabile alle diverse esigenze degli investitori. E’ possibile decidere durante il corso del piano di aumentare/diminuire il valore dei versamenti, oppure di sospendere il piano per riprenderlo in un secondo momento (o mai più)

    La necessità di “obbligarsi” a risparmiare ha fatto la fortuna dei PAC proposti dalle società assicurative e finanziarie: questi sono investimenti in linea di principio validi, ma spesso gravati di costi eccessivi. Il PAC deve essere visto come un salvadanaio per un bambino che, dopo aver accumulato i primi risparmi, non sa dove nasconderli e allora decide di comprare un porcellino di coccio. Il salvadanaio ha indubbiamente un costo (e comporta l’investimento di tutti i primi risparmi) tuttavia il costo della “porcellino” da riempire di denaro non può intaccare troppo i propri risparmi (cosa che succede per la maggior parte dei Pac offerti dagli intermediari finanziari). I pac offerti dalle banche spesso prevedono commissioni di sottoscrizione all’atto del primo versamento (che è di solito il più consistente) o una commissione molto alta, sul primo versamento, sterilizzando l’effetto della capitalizzazione composta. Inoltre, se il sottoscrittore decide di riscattare in anticipo, spesso, si perde una bella fetta del proprio capitale, per via delle spese già pagate. Infine spesso questi investimenti sono molto appesantiti da altri costi: ci possono essere i cosiddetti diritti fissi, di solito imposti su ogni versamento che, anche se sono cifre minime si fanno sentire se le rate previste sono numerose, frequenti e di importo non elevato.


    Con gli ETF si può tranquillamente risparmiare sui "costi del salvadanaio", che in molti casi sono eccessivi, costruendo in maniera autonoma un PAC: l 'unico obbligo è di perseverare con disciplina, senza interrompere i versamenti, in quanto nessuno ci "obbliga". Gli ETF, essendo quotati sul mercato come un qualsiasi titolo azionario, permettono all’investitore di acquistare un intero paniere di riferimento come se si trattasse di una semplice azione, frazionando conseguentemente il rischio nel tempo. Un Pac costruito con gli ETF presenta diversi vantaggi, che possiamo così sintetizzare:

    1. offre la massima flessibilità in quanto, senza alcun tipo di penalizzazione consente in ogni momento all’investitore di modificare l’importo, la periodicità dei versamenti e la durata dello stesso piano
    2. Si può sospendere il PAC (senza limiti al numero di mesi di sospensione) o, se si ritiene opportuno, interromperlo definitivamente e senza alcun tipo di penalizzazione.
    3. Non vengono applicate commissioni di entrata e/o uscita e di performance, ma prevedono solamente delle commissioni totali annue molto contenute
    4.E ’ assente qualsiasi “diritto fisso”, mentre sono a carico dell’investitore le sole commissioni di negoziazione di borsa (pari a quelle per il mercato azionario)

    E' possibile utilizzare un Pac in Etf anche per costruire autonomamente una pensione integrativa. La necessità di garantirsi una fonte di reddito durante la fase pensionistica è un problema che riguarda tutti i cittadini Italiani: il sistema a ripartizione è stato messo in crisi con l’inversione del trend demografico creando grossi buchi nei bilanci dei sistemi previdenziali. Sono ormai indispensabili forme di contribuzione privata delegate alla responsabilità del singolo individuo (“terzo pilastro”). Esistono vari metodi per costruirsi “in casa” una pensione, il vero ostacolo è la mancanza di disciplina che rende difficile pensare ad un risparmio che darà i propri frutti in un periodo molto lontano nel tempo. Il punto centrale della famosa teoria del ciclo di vita di Modigliani è che bisogna creare risorse durante la vita lavorativa da spendere durante quella pensionistica e per ripagare "i debiti" assunti nella prima parte dell'esistenza. Un PAC consente di puntare al lungo termine, cercando di approfittare dei rendimenti elevati che hanno saputo ottenere coloro che sono entrati e usci di continuo dai mercati azionari.

    Da un' analisi empirica si è potuto osservare come le azioni premino nel lungo periodo. Non esiste una durata ottimale degli investimenti azionari, ma la teoria della finanza e l’esperienza insegnano che, storicamente, per periodi superiori ai dieci anni le azioni hanno garantito ottime soddisfazioni. Il problema della volatilità è, quindi, in gran parte risolto impostando investimenti di lungo termine e magari con il passare degli anni appesantire la componente obbligazionaria, in quanto l’individuo diventa gradualmente più avverso al rischio. Il modificarsi della propensione al rischio può essere facilmente risolto, diventando sempre più prudenti, al trascorrere del tempo e incrementando la percentuale relativa di obbligazioni, orientandosi anche verso i titoli legati all’inflazione. Investire ogni anno con gradualità e costanza (magari incrementando il versamento in linea con il tasso di inflazione in modo da garantire la capacità di spesa reale) permette di limitare l’impatto della volatilità e del rischio. Il concetto della media fa sì che, suddividendo le entrate nel tempo, non si otterranno mai i valori minimi ma neanche quelli massimi.

    Sulla meccanica di costruzione del Pac è necessario adottare una scelta metodica d' investimento e di avvicinamento graduale al mercato, ad esempio entrando due volte all’anno a date prestabilite. In ottica di diversificazione, l'ETF ideale è un indice azionario mondiale molto diversificato, come il Global Titans 50 o l’MSCI World. Inoltre, non si possono trascurare i costi che nel lungo periodo hanno un “effetto devastante” sul valore del patrimonio finale. Basti pensare che un piano pensione che prevede l’investimento di 1000 euro per ogni anno nell’indice Dow Jones Industrial (con importi versati incrementati del 3% all’anno): se il costo annuo fosse dell’ 1%, il valore finale dell’investimento sarebbe pari a 199.152€; se invece costi fossero pari al 2.5% l’anno (in sostanza l’1.5% in più), il valore finale a scadenza si ridurrebbe da 199.152€ a 152.296€. L’effetto dei costi è quantificato in 46.856 euro! Per rendere l'esempio semplice si evitano considerazioni fiscali, ma in sostanza si percepisce l'impatto devastante dei costi nel lungo periodo.

    Infine possiamo brevemente sintetizzare i vantaggi che si hanno costruendo una pensione integrativa con gli Etf in maniera autonoma:

    1. Scegliere in maniera autonoma e consapevole a quali fattori di rischio esporre il “terzo pilastro della propria pensione”
    2. Ridurre l’esposizione al rischio nella parte finale dell’accumulo sulla base delle proprie esigenze
    3. Avere un vantaggio significativo in termini di costi
    4. Avere massima flessibilità e sicurezza (i fondi pensione aziendali di categoria possono essere insolventi)
    5. I vantaggi fiscali delle polizze (punto centrale all’ interno delle campagne pubblicitarie relative alle polizze) sono attualmente presenti, ma questi devono essere accuratamente ponderati con i costi ed i vincoli imposti dai prodotti, attualmente venduti sul mercato.

 

 

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