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Cosa sono gli ETF

Strategie di investimento di medio lungo termine con gli ETF


  • L’investimento a medio e lungo termine è ideale per chi vuole costruire un capitale, o più semplicemente diversificare e valorizzare nel tempo un risparmio in maniera semplice e a costi ridotti. Data la loro versatilità, gli ETF possono essere utilizzati nelle diverse strategie d’investimento a medio e lungo termine, dove possono affiancare o sostituire gli strumenti tradizionali, permettendo così di raggiungere l’obiettivo prefissato. Attualmente, la gamma di ETF è talmente varia, da poter replicare qualsiasi FCI (a costi ben più passi)

    Una strategia per investire il proprio capitale nel medio-lungo termine è quella di ricorrere ai fondi d’investimento, la cui popolarità è cresciuta progressivamente nell’ultimo ventennio. Una delle principali caratteristiche dei Fondi è quella di consentire al sottoscrittore di entrare sul mercato con capitali modesti e di ottenere una gestione professionale che consenta nel tempo di ottenere risultati positivi, con un rischio mediamente contenuto. I fondi d’investimento dovrebbero prediligere una gestione più attiva, anche se ciò non sempre accade. Inoltre a pesare sul loro rendimento finale, sono i più elevati costi di gestione a cui gli stessi fondi sono soggetti, e la cui incidenza si fa sentire in particolar modo nei momenti di rallentamento o di stasi del mercato. Alla luce di questa situazione l’investitore potrebbe trovare conveniente sostituire l’investimento in fondi con quella degli ETF che mirano a seguire da vicino l’evoluzione del proprio indice di riferimento, offrendo al tempo stesso la massima trasparenza possibile.

    In via preventiva non si può dire se è meglio un investimento in fondi o in Etf; per fare questa scelta bisogna decidere se si vuole che il gestore si allontani dal benchmark (e da quale benchmark): questa possibilità si chiama “rischio attivo”. Il rischio attivo non è necessariamente un male, perché esistono alcuni gestori che sono effettivamente più bravi degli altri, ma nella realtà dei fatti sono pochi e, non sempre, si riesce a trovarli. Se si decide di allontanarsi dal rischio di base bisogna essere convinti che:

    1. esistano gestori bravi
    2. che siano in grado di fare meglio del loro parametro di riferimento
    3. soprattutto si sia in grado di trovarli!


    Se si ritene di riuscire a portare a termine ciascuna delle tre fasi, è corretto affidarsi ai fondi attivi, altrimenti sono da privilegiare gli ETF perché costano meno e portano precisamente dove si è deciso di andare, senza sorprese aggiuntive.


    Le tecniche per scegliere l'Etf che meglio si adatti alle proprie strategie di investimento sono diverse; una metodologia interessante è quella applicata alla rotazione settoriale: il mercato nel suo complesso risulta formato da diversi comparti azionari, corrispondenti ai differenti settori economici e il loro continuo alternarsi da origine alle fasi di espansione e a quelle di contrazione. Per questo motivo risultano piuttosto rari i momenti in cui tutti i settori economici crescono o decrescono simultaneamente. Il concetto della rotazione settoriale risulta utile al fine di identificare da una parte, lo stadio di maturità della tendenza primaria corrente e dall’altra di selezionare quei settori che presentano una forza relativa crescente. Ad esempio, i settori sensibili ai cambiamenti dei tassi d’interesse tendono ad anticipare sia i minimi che i massimi del mercato, mentre i settori sensibili alla domanda di beni capitali o di materie prime tendono generalmente a seguire con ritardo l’andamento complessivo del mercato. Attraverso gli ETF è possibile prendere immediata posizione su uno specifico settore azionario, senza essere necessariamente costretti ad acquistare i differenti titoli facenti parte di quel determinato paniere. Così facendo si potrà ottenere un'immediata esposizione su detto settore, beneficiando nello stesso tempo della sua crescita in valore, oltre ai vantaggi legati alla diversificazione

    E' possibile anche investire utilizzando la forza relativa, investendo, magari, su un indice di borsa beneficiando nello stesso tempo della sua crescita in valore, oltre ai vantaggi legati alla diversificazione.
    Se si pensa, ad esempio, che in un determinato momento il mercato statunitense debba crescere in termini relativi in misura maggiore rispetto a quello francese, sarà opportuno sovapesare il primo e sottopesare il secondo. A questa decisione si arriva analizzando la forza relativa comparata fra i due mercati, la quale confronta tra loro, due grandezze (composte da indici di mercato, di settore, titoli o altro) per mostrare come detti valori stiano performando in modo relativo l’uno rispetto all’altro. I cambiamenti di tendenza espressi dalla forza relativa generalmente tendono ad anticipare quelli effettivi dell’attività finanziaria a cui essa è riferita. E' quindi possibile utilizzare la forza relativa al fine di orientare gli acquisti verso gli Etf che manifestano una forza relativa crescente.

    La grande flessibilità degli ETF consente anche di costruire un investimento a capitale garantito; in momenti di turbolenza finanziaria gli investitori si orientano spesso verso prodotti che forniscono la garanzia del capitale: quelli forniti dagli intermediari finanziari hanno caricamenti e spese per i clienti spesso molto elevate. Non molti sanno che è possibile costruirsi da soli un prodotto a capitale garantito, che rispetti le esigenze d' investimento personali! Il punto centrale della logica del capitale garantito sono i tassi d' interesse e la durata dell’investimento, perché alla base di tutto ci sono i due concetti centrali della finanza:

    1. più alti sono i tassi d' interesse, maggiore è il rendimento del denaro
    2. al crescere della durata si guadagna di più, perché il denaro “lavora” più a lungo

    Il denaro che otterremo tra molti anni può essere portato ad oggi, come per le cambiali che seguono la legge dello sconto (termine tecnico del portare ad oggi il denaro futuro). Si può tranquillamente rispondere alla domanda: “per avere 100 euro tra sette anni, sapendo che i tassi sono al 5%, quanto denaro devo investire?” Questa affermazione indica quanto denaro sia necessario investire oggi per ottenere alla scadenza l’importo desiderato. Le obbligazioni che permettono di ottenere solo i frutti a scadenza, senza pagare interessi durante la loro vita, sono chiamate zero coupon bond (zcb) e sono abbastanza diffuse sul mercato. Se ad esempio voglio avere 100€ a scadenza e i tassi di interesse sono al 5% dovrò investire in zero coupon bond 95.24€ (se la scadenza è fra 1 anno) 78.35€ (se la scadenza è fra 5 anni) 61.39€ (se la scadenza è fra 10 anni) 48.1€ (se la scadenza è fra 15 anni) e 23.21€ (se la scadenza è fra 30 anni)

    In effetti, costruendo un investimento a capitale garantito, si deve solo decidere come investire la parte residua dei 100 euro iniziali che non siano stati allocati nella zero coupon. Una soluzione ideale potrebbe essere quella di investire in opzioni in quanto, grazie l’effetto leva, riescono ad amplifica un eventuale rendimento. Se si ha un profilo d' investimento meno aggressivo, gli Etf sono eccellenti strumenti per costruire un investimento a capitale garantito. Se, ad esempio ipotizziamo un investimento a 10 anni con tassi pari al 2.5% per quella scadenza, la quota da investire in zcb è pari a 78.12%, mentre il restante 21.88% sarà investito in ETF.

    Questa strategia di investimento consente di ottenere con poche operazioni un obiettivo di rendimento “monetario” minimo (non reale) in quanto la zcb prevede la restituzione a scadenza solo dell’importo nominale del prestito (non attualizzato al tasso di inflazione). E' quindi una valida metodologia per chi intende fare investimenti con obiettivi chiari ed abbia poco tempo da dedicare al monitoraggio dei valori in quanto può essere necessaria solo un’operazione fino alla scadenza. A differenza di un prodotto a capitale garantito offerto da un qualsiasi intermediario finanziario, un investimento del genere costruito in maniera autonoma con gli ETF può essere smontato interamente o a pezzi (vendendo solo la zcb o gli asset attivi, ETF) per far fronte a qualsiasi necessità. Naturalmente solo alla scadenza si avrà la certezza del rendimento prestabilito all’inizio e , nel corso della durata del prestito, un temporaneo andamento avverso delle variabili finanziarie, (salgono i tassi facendo calare la zcb e al tempo stesso diminuisce il valore dell’ETF) potrebbero comportare una liquidazione delle posizioni in perdita. La stessa conseguenza si avrebbe vendendo un’obbligazione strutturata, con il vantaggio che “facendola in casa” le commissioni sono di gran lunga inferiori e si possono scindere le due componenti ed, eventualmente, liquidarne solo una, in base alle specifiche esigenze.

 

 

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