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Cosa sono gli ETF

Analisi tecnica applicata agli ETF


  • Così come per tutti gli strumenti finanziari che abbiano una storia, è possibile utilizzare l’analisi tecnica sui prezzi degli Etf. I limiti che possiamo incontrare sono:

    1. Serie storica dei prezzi troppo corta nel caso di Etf di recente quotazione
    2. Grafici che rispecchino una certa discontinuità oscillatoria evitando il più possibile gap e appiattimenti tipici degli Etf scarsamente liquidi. In questo caso è difficile applicare le proprie strategie operative in quanto potrebbe essere disagevole trovare una controparte

    A chi non conoscesse l'analisi tecnica, ricordiamo che non stiamo parlando di una metodologia infallibile o un sistema che fa guadagnare sempre e comunque! L’analisi tecnica è un metodo induttivo di indagine economica che studia i movimenti dei mercati, tramite l’utilizzo di grafici e strumenti diversi, allo scopo di prevedere le tendenze future dei prezzi. Analizziamo brevemente i 3 presupposti su cui si fonda questa disciplina:

    1. Il mercato sconta tutto
    2. I prezzi si muovono dentro un trend
    3. La storia si ripete

    1. L' analista tecnico parte dal presupposto per cui nei prezzi di borsa sono incorporati tutti quei fattori di carattere fondamentale, politico, psicologico ecc. che ne hanno determinato l’andamento. Di conseguenza lo studio dei movimenti dei prezzi è tutto ciò che viene richiesto ad un analista tecnico. L’interesse sarà concentrato sul prezzo che è il vero termometro del mercato in quanto, come è noto, i prezzi di borsa sono dati dall’incontro di domanda e di offerta: se la domanda supera l’offerta i prezzi salgono, se viceversa i prezzi scendono vuole dire che l’offerta prevale sulla domanda. Considerando il prezzo, è possibile sapere in quale rapporto stanno domanda ed offerta. I grafici sono lo strumento attraverso il quale è possibile seguire lo sviluppo del processo di domanda ed offerta riflettendo la psicologia rialzista e ribassista. L’analista tecnico, quindi, non si chiederà le motivazioni esterne sulla base delle quali si muovono i prezzi,ma si preoccuperà solamente di capire quale direzione il mercato intenderà prendere

    2. I corsi tendono a muoversi creando una sorta di sentieri o tendenze, che tendono a persistere per un periodo apprezzabile di tempo. Questi sentieri si creano perché le notizie non sono percepite da tutti gli operatori in maniera istantanea, ma i vari gruppi le ricevono in tempi diversi secondo un sistema di cerchi concentrici (insiders, analisti e intermediari ed infine gli investitori). Lo scopo di un analista tecnico sarà quello di identificare un trend sin dai suoi primi movimenti, al fine di investire nella sua direzione primaria. Un trend si innesca a seguito di un evento economico che ha modificato le aspettative degli operatori: mano a mano che sul mercato l’informazione si diffonde e gli operatori iniziano a comprare o a vendere sviluppando così una tendenza. Il processo che si dovrà porre in essere sarà dunque “imitativo” del comportamento di alcuni operatori finanziari che dispongono di informazioni riservate, oppure che dispongono delle stesse informazioni degli altri ma riescono ad analizzarle meglio. L’obiettivo non è quello di fare previsione dell’andamento futuro dei prezzi, ma individuare il prima possibile sul mercato una modificazione dell’equilibrio tra domanda ed offerta

    3. La borsa è un fenomeno molto complesso, ma prima di ogni altro aspetto è un fenomeno sociale, in quanto messo in atto da soggetti umani e quindi, va affrontato con metodologia psico-sociale per cercare di trarre conclusioni a fini operativi. Analizzare un grafico ha dunque grande importanza in quanto sono impresse su di esso le emozioni e le paure basate sulla psicologia umana che tendono a non cambiare. Partendo dal presupposto che i movimenti del mercato sono storicamente ricorrenti, si può concludere che per capire il futuro, prima bisogna studiare il passato, poiché il futuro potrebbe esserne la ripetizione.

    I pregi dell'analisi tecnica sono:

    a) Capacità di fornire il timing individuando i migliori punti di entrata e uscita
    b) La Flessibilità in quanto è adattabile a previsioni di breve, medio e lungo periodo
    c) L'Adattabilità in quanto è possibile utilizzare la metodologia su qualsiasi strumento finanziario che abbia una storia (analisi intermarket panoramica sulla situazione di tutti i mercati)
    d) I Bassi costi necessari per sviluppare questa metodologia

    Gli Etf sono strumenti che meglio si prestano al trading di posizione: l’obiettivo è quello di individuare un trend e quindi guadagnare dai movimenti consistenti. Avendo questo obiettivo, le tecniche da privilegiare sono dette Trend Following in quanto hanno la capacità di individuare i trend del mercato e di seguirli nel loro svolgersi. L’obiettivo è quello di prendere "la fetta" più grande possibile del trend, aprendo le posizioni appena il movimento si manifesta e chiudendole quando il movimento segnala l’esaurimento della spinta rialzista o ribassista. Dovendo seguire la tendenza è necessario “vedere” il trend sul mercato, quindi attendere che parte del movimento si sia realizzata: quindi si comprerà in alto per rivendere ancora più in alto, si venderà in basso per ricomperare poi ancora più in basso. I mercati finanziari trascorrono la maggior parte del loro tempo in fasi di laterale: questo comporta il fatto che i sistemi Trend Following generino i loro profitti in archi temporali brevi, con operazioni molto profittevoli. (rischio di accumulare numerose piccole perdite).

    La vera criticità dei sistemi trand following è che il rapporto tra operazioni vincenti e perdenti sarà spesso a favore delle seconde: tuttavia la perdita media sarà molto inferiore al guadagno medio di ciascuna operazione, in modo da rendere la somma complessiva di profitti e perdite ampiamente positiva. I sistemi Trend Following devono, quindi, essere costruiti filtrando i mercati laterali: questo permette di ridurre notevolmente la serie di perdite consecutive e quindi ridurre il rischio associato al metodo di trading. Questa tipologia di sistemi è la più difficile da seguire poiché il numero elevato di perdite consecutive e l’incapacità di generare profitto per lunghi periodi di tempo portano a perdere fiducia nel sistema e ad accumulare stress.

    In prima battuta, tutto potrebbe sembrare facile: basta seguire il trend! In realtà bisogna chiedersi cos’è un trend? Dalla definizione di Analisi Tecnica un trend è al rialzo quando i massimi e i minimi sono crescenti; un trend è al ribasso, invece, quando i massimi e minimi sono decrescenti. Ma quali dei molti Max e Min di un grafico accettiamo (e quali trascuriamo) al fine della decisione della tendenza in atto? L’analisi è estremamente discrezionale quindi, è utile avvalersi di indicatori analitici che non lasciano spazio alla discrezionalità: medie mobili, Adx, Chande Momentum Oscillator, Trendscore, medie mobili adattive ecc.

    Le medie mobili sono gli Indicatori tecnici più utilizzati su cui si basano molti sistemi meccanici trend following. L’analisi Tecnica classica (graficisti) è molto soggettiva, mentre le regole delle Medie mobili possono facilmente essere verificabili attraverso sistemi informatici. Le medie sono strumenti utili per identificare il trend: il loro scopo è segnalare l’inizio di una tendenza e controllarne gli sviluppi. Il calcolo della media contribuisce a filtrare i movimenti irregolari dei prezzi; evidentemente in condizioni di trading range i segnali non sono affidabili sopratutto quando si lavora con medie corte. Il periodo di calcolo è direttamente proporzionale all’entità di filtro: un periodo di calcolo maggiore contribuirà a un maggior ritardo dei segnali mentre uno più breve fornirà maggiori falsi segnali. In definitiva le medie mobili seguono e non anticipano lo sviluppo dei prezzi quindi, per loro natura matematica, sono sempre in ritardo

    Un indicatore alternativo alle media mobili è l' AVERAGE DIRECTIONAL MOVEMENT INDEX (ADX). E' un indicatore che rappresenta la media tra il directional movement indicator positivo e quello negativo il cui scopo non è quello di misurare la direzione del mercato, ma la sua forza. Più alto è il livello raggiunto dall'ADX , maggiore è la forza del trend sottostante. Secondo Wilder qualunque livello sopra 15 indica un trend, ma in via prudenziale si consiglia di stare su livelli maggiori di 25, soprattutto in periodi instabili e di grande volatilità. All'ADX è possibile combinare gli indicatori DX+ e DX- (da cui deriva) che forniscono indicazioni sulla direzione del trend. Operativamente è possibile aprire posizioni Long quando +DI incrocia al rialzo –DI e ADX>25; al contrario si aprono posizioni Short quando -DI perfora al ribasso +DI e ADX>25. Ulteriore elemento di conferma è la pendenza dell’ADX, che dovrebbe essere in accordo con la posizione presa. Utilizzando l'indicatore in questa modo, si avrà un sistema di inversione perché è sempre sul mercato (long o short). In realtà spesso è opportuno liquidare la posizione prima del prossimo incrocio uscendo quando l'Adx cambia direzione, magari allegerendo il 50% della posizione quando c’è un nuovo incrocio e liquidando il restante 50% a seguito dell'incrocio.

    In definitiva è possibile applicare tutte le strategia di analisi tecnica facendo trading sugli Etf. Il consiglio è però, date le caratteristiche dello strumento tradato, quello di privilegiare tecniche che mirino a rimanere sul mercato per un periodo sufficiente ad individuare una tendenza, cercando di lavorare sempre nella direzione del trend principale. L'obiettivo è quello di individuare un punto d’ingresso (Break di un resistenza o test di un supporto) fissare preventivamente il livello di stop loss utilizzando gli swing dei prezzi (per conoscere ex ante quanto può costare al massimo quel trade) e adeguare i livelli di uscita man mano che i prezzi si muovono nella direzione auspicata (trailing stop).

 

 

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