user.id >  password >
Cosa sono gli ETF

Strategie di Trading con gli ETF


  • Per strategie d’investimento s’intende l’insieme delle scelte messe in atto dall’investitore per incrementare il rendimento del suo portafoglio: dove, il raggiungimento dei suoi obiettivi, l’orizzonte temporale e il rischio dei diversi strumenti finanziari ne costituiscono gli elementi determinanti. L’investitore può ricorrere a diversi strumenti di selezione e di analisi che, fino a pochi anni fa erano di esclusivo appannaggio degli investitori istituzionali. Date le sue caratteristiche, gli ETF si prestano a diverse modalità di impiego: Trading, Copertura, Investimento a medio/lungo termine ecc.

    Le strategie di trading consentono all’investitore di prendere posizione sui mercati approfittando così,dei loro movimenti di breve: sia al rialzo che al ribasso. Grazie alla loro liquidità e facile negoziabilità gli ETF , possono essere impiegati a supporto degli strumenti tradizionali d’investimento (come le azioni, le obbligazioni ,i fondi e così via) oppure in sostituzione parziale o totale degli stessi. E’ possibile, ad esempio, utilizzare ETF per “parcheggiare” momentaneamente la liquidità resasi disponibile da precedenti disinvestimenti e in attesa di futuri impieghi. Un investitore che possiede un portafoglio investito e ha bisogno di una certa liquidità per far fronte ad esigenze particolari nell’arco di alcuni mesi/settimane (acquisto di una casa, di un' attività ecc), potrebbe voler impiegare tale liquidità in eccesso in un prodotto legato al benchmark del proprio portafoglio acquistando il relativo ETF. In questo modo si può effettuare un investimento temporaneo che eviti di tenere il denaro fermo senza rischio di scostarsi troppo dal proprio indice di riferimento nell’attesa di impiegare quella liquidità

    Se, invece, si volesse prendere posizione, ad esempio, sul mercato azionario americano, in quanto ci si aspetta che lo stesso possa apprezzarsi, entro breve tempo ma non riesce ad individuare il momento migliore per investire direttamente su quei settori che possano sovraperformare il mercato stesso si potrebbe momentaneamente investire la stessa liquidità sull’indice prescelto, acquistando un ETF e ottenendo un’immediata esposizione su detto mercato. Quando in un secondo momento, si è deciso su quali titoli/settori puntare, si potrà, a seconda della disponibilità, lasciare inalterata la percentuale della quota investita, vendendo la quota dell’ETF per investire sui singoli settori o in alternativa continuare a mantenere l’esposizione sul mercato scelto, senza vendere l’ETF corrispondente, investendo sui singoli settori compresi nell’indice stesso.

    Attraverso gli ETF è anche possibile impostare strategie legate ai settori e ai mercati: in particolare se si detiene un portafoglio di titoli appartenenti a settori diversi di uno stesso indice e si vuole incrementare l’ esposizione esclusivamente su un singolo settore (in quanto ritiene che quest’ultimo possa nel breve termine apprezzarsi) è possibile acquistare ETF settoriali. Così facendo si otterrà un’immediata esposizione sul settore scelto, beneficiando nello stesso tempo della sua crescita in valore, oltre ai vantaggi legati alla diversificazione, e sostenere così commissioni più ridotte di quelle che sosterrebbe per prendere un’eguale esposizione sul medesimo settore. Successivamente se si desidera ulteriormente incrementare l’ esposizione su un settore, si potrebbero scegliere quei titoli che hanno un maggior peso e una maggiore forza relativa all’interno del medesimo settore. Analogamente è possibile aumentare l’esposizione ai mercati internazionali con l'ausilio degli ETF in quanto si può scegliere tra una varietà di mercati anche molto distanti dall’Europa come: Hong Kong, il Sud America, l’Australia la Cina ecc. L’investimento diretto su società operanti in questi paesi può risultare, per molti aspetti, difficoltoso e comporterebbe la detenzione di un portafoglio molto concentrato in mercati di per se già molto volatili e, quindi, rischiosi. Ci sono inoltre oggettive difficoltà nel manutenere le posizioni per problemi di fusi orari, gap informativi dovuti alla lingua diversa ecc.


    Ulteriore opportunità fornita dagli ETF per impostare operazioni a livello speculativo è legata alla possibilità di vendita allo scoperto ovvero quell' attività che consente a un investitore di vendere un ETF senza esserne il titolare, con l’intenzione di riacquistarla successivamente quando le quotazioni risulteranno inferiori. Tale strategia consente di prendere una posizione ribassista sul mercato che può durare anche per più giorni consecutivi, lucrando così su un' eventuale discesa delle quotazioni Analogamente a quanto avviene per i titoli azionari e per i derivati (come ad esempio i future), le vendite allo scoperto possono essere applicate anche agli ETF. C'è comunque da tener presente che gli investitori privati potranno operare vendite allo scoperto solo se ciò è espressamente previsto dal proprio intermediario di e secondo le modalità definite da quest’ultimo.

    Inoltre con l'ausilio degli ETF è possibile implementare strategie di copertura (hedging) che hanno come obiettivo quelle di proteggere il guadagno fino a quel momento consolidato, di un determinato portafoglio, da eventuali discese del mercato. In effetti si vuole “bloccare” i guadagni realizzati, vendendo allo scoperto un quantitativo di titoli pari al valore delle posizioni lunghe detenute in portafoglio. In tal modo i guadagni realizzati dalla posizione di vendita allo scoperto sugli Etf (posizione short) andrebbero ad eguagliare le perdite conseguite dai titoli long detenuti in portafoglio, lasciando in tal modo la situazione inalterata dal punto di vista del rendimento. Le strategie di Hedging sono molto utili, ad esempio, quando si detiene un portafoglio di titoli che replicano l’andamento di un determinato indice di mercato che sia giunto in prossimità di un’area di resistenza in seguito ad un lungo rialzo e si teme che possano scattare delle prese di profitto. In questo caso è possibile implementare 3 strategie:

    1. Detenere i titoli senza adottare alcuna strategia di copertura rischiando di rivedere i titoli deprezzati in seguito ad un' eventuale discesa del mercato
    2. Vendere tutte le azioni del portafoglio: dispendioso in termini di commissioni a cui si aggiungerebbe anche la tassazione sui guadagni ottenuti dalla vendita degli stessi titoli
    3. Implementare strategia di copertura, il cui intento è quello di lasciare inalterato il rendimento del proprio portafoglio. In effetti si continuano a mantenere gli stessi titoli in portafoglio, aprendo al contempo delle posizioni di vendita allo scoperto sull’indice di mercato o di settore vendendo i corrispondenti ETF per un ammontare pari al valore del portafoglio.

    Implementando strategie di copertura è fondamentale gestire le posizioni fissando un livello di stop loss nel caso in cui la strategia risultasse sbagliata cioè l’ETF anziché stornare prosegua il suo allungo
    Se l’analisi si dimostrerà corretta (e si verificherà la prevista discesa) l’ ETF assumerà valori via via inferiori, e mano a mano che la correzione prosegue, e il portafoglio potrà beneficiare della relativa copertura. Al fine di consolidare progressivamente i guadagni accumulati è opportuno spostare lo stop a livelli via via più bassi (trailing stop) consentendo di realizzare in ogni caso un guadagno certo dall’operazione allo scoperto. Naturalmente nel caso venga colpito lo stop, l’operazione di copertura verrà automaticamente chiusa. Qualora il ribasso dovesse ancora proseguire si abbasserà ulteriormente lo stop fin quando si ritiene che le quotazioni siano giunte in prossimità di un’importante area di supporto. Il guadagno derivato dall’operazione di copertura sarà determinato dalla differenza tra il ricavo che ha incassato dalla vendita degli ETF al momento dell’inizio dell’operazione e il costo che ha successivamente sostenuto per riacquistarli

    E’ infine possibile implementare strategie di copertura comprando e vendendo gli ETF al margine, ottenendo così la stessa esposizione impiegando solo una parte del capitale. Questa strategia è ovviamente molto più rischiosa del long only (ho 100 e compro 100) e rispecchia, sostanzialmente, l’investimento tramite i contratti futures. Tutti gli ETF sono privi di Leva quindi i movimenti al rialzo o al ribasso dell'indice benchmark sottostante si riflettono indicativamente in uguale misura sul valore dell'ETF; recentemente alcune Banche/Sim hanno cominciato a consentire agli investitori privati (su loro esplicita richiesta) di negoziare gli ETF quotati su Borsa Italiana usufruendo del servizio di "Marginazione“. Questo strumento già utilizzato per le azioni, consente di acquistare un ETF impiegando solo una quota parte dell'importo complessivo che s' intende investire. Naturalmente l'effetto Leva indotto dalla Marginazione aumenta in maniera rilevante i rischi dell'investimento in quanto vengono amplificate in maniera significativa sia le perdite sia i guadagni potenziali: questo servizio dovrebbe essere perciò attivato solo in un'ottica di "trading" prettamente "speculativo" e di "breve periodo" e solo da investitori capaci di comprendere, monitorare e gestire adeguatamente il rischio assunto. Inoltre, andrebbero analizzati accuratamente con l'intermediario, i costi e le condizioni del servizio di Marginazione e la congruenza di tale opzione con il proprio profilo personale di investitore.

 

 

Iscriviti a SOS-Trader Magazine,per ricevere gratuitamente ogni settimana nella tua casella di posta elettronica un abstract dei report.

 


SOS-Trader Srl - P.Iva : 07941730637 | Chi Siamo | Contatti | Dicono di noi | Pubblicitá | Cookies

SOS-Trader Network : MaiDireBorsa | TeoCollector | L'Odore dei Soldi | TradingMania | Designed and powered by ErpItaly

 

Iscriviti al mio canale YouTube
Phone

Per info e prove gratuite:
Customer Care : 081.780.35.98
Lunedí - Venerdí
h. 09.30 | 18.00